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MASTER in PSICO-ONCOLOGIA

Il nostro MASTER IN PSICO-ONCOLOGIA è istituito dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma, ed ha tre edizioni ogni anno in tre sedi distribuite al nord, al centro ed al sud Italia:

1) a Treviso presso il Centro Studi Lorenzon in viale Oberdan 5.
2) a Roma presso il policlinico Gemelli in via F. Vito, 1 
3) in Sicilia in base alla prevalenze delle iscrizioni

In questo Master approfondiamo il vissuto psicologico (nei pazienti, nei familiari e nella équipe sanitaria) della malattia oncologica, in primis, ma anche di tutte le patologie infauste o croniche (Psicologia Sanitaria).

Affrontiamo la tematica della sofferenza e del dolore nella linea evolutiva (dall’età pediatrica alla senilità) fornendo strumenti clinici e relazionali tramite laboratori esperienziali: arteterapia, musicoterapia, narratologia, mindfullness, nurturing touch,  ecc.

Analizziamo i vissuti dell’immaginario personale e collettivo: cinema, teatro, poesia, letteratura ecc. e nella legislazione attuale (consenso informato, testamento biologico ecc.). 

All’avanguardia con le recenti scoperte delle Neuroscienze e gli studi di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) e sugli effetti psichici delle terapie mediche: chemioterapie, radioterapie, immunoterapie ecc.

Teniamo in alta considerazione la “spiritualità del prendersi cura” durante la malattia, e soprattutto nell’accompagnamento nel fine vita. 

Lavoriamo sulle dinamiche relazionali ed emotive dei medici e dell’équipe sanitaria per prevenire il burn-out.

In fondo alla pagina trovate un brevissimo video di presentazione e i preziosi commenti di alcuni partecipanti; sulla home trovate anche le nostre tre FAD (formazione a distanza): 

– Algos e Pathos: gestione della cura nel malato oncologico; 

– La spada di Damocle: prendersi cura del fine vita; 

– Lo scudo di Perseo: l’immaginario della morte ed i diritti del morente


Prof.ssa Paola Argentino

Condirettore Master Psico-Oncologia 

Per ulteriori approfondimenti e iscrizioni: cell.338.3498352 o email: info@istitutoninotrapani.org


Scarica la locandina in jpg

 

 

 


12 Commenti su MASTER in PSICO-ONCOLOGIA

  1. Rossella Perrica // 24 febbraio 2018 a 11:52 //

    Ci sono percorsi che quando finiscono in realtà cominciano!
    C’è voluta volontà, tanta volontà, weekend sacrificati, appunti scarabocchiati, libri sfogliati, valigia sempre pronta, b&b prenotati, colazioni ingurgitate, sonnellini saltati… c’è voluta la passione, i sogni, la determinazione sempre in prima fila, il coraggio… e poi è servita la paura, i limiti, gli ostacoli…
    …ed era tutto messo in conto, un po’ come quando vai a fare la spesa e prima di uscire di casa prepari la lista!
    E poi l’imprevisto…e quello arriva sempre da una parte che sta più giù della testa…gli affetti quelli che si fermano, si fanno spazio e lì rimangono senza che nessuno abbia preventivato il loro arrivo.
    E sono occhi, mani, cuore, parole…sono sorrisi sinceri e lacrime vere, sono complicità e segreti, consigli e presenze…
    Sono quelle cose fuori lista, che ti ritrovi nel carrello alla cassa, con le quali a casa cucini i piatti più buoni!
    Master in Psiconcologia …ma come fai?…sofferenza, dolore, morte…sarà triste dicevano, e invece…è pieno di vita!!!

  2. Angela Riccio // 25 febbraio 2018 a 17:04 //

    È stata un’esperienza arricchente sia dal punto di vista formativo che personale.
    Lo ripeterei ancora perché quotidianamente vivo la restituzione di tutto ciò che ho appreso sia nella pratica professionale che negli occhi delle persone che incontro! Un percorso che mi ha dato davvero tanto, sia in termini di relazioni sia di crescita personale e professionale.
    Grazie,
    Angela Riccio

  3. Germano Missud // 25 febbraio 2018 a 17:07 //

    Vedo davanti a me una carrellata di facce, di occhi, di sguardi che non posso dimenticare, perché ogni volta, da ognuna di queste persone, ho imparato qualcosa. Non sempre è stato facile, talvolta mi sono sentito inadeguato per non essere riuscito a trovare – nel breve tempo che abbiamo a disposizione dall’attivazione dell’assistenza domiciliare – il canale giusto di comunicazione. E talvolta mi sono sentito non sufficientemente perspicace, non abbastanza aperto all’accoglienza e all’ascolto. Ma tutte le volte sono tornato a casa pensando che quelle ore passate con i malati sono una delle cose migliori della mia vita, un tempo dedicato agli altri che spero sia utile, ma che sono sicurissimo che è utile e prezioso a me.
    .

    La decisione anni fa di fare questo Master in Psico-oncologia fu la scelta più azzeccata che potessi fare!
    Lo scelsi per affrontare e superare la grande paura che avevo  di questo male incurabile, per capire dove avevo sbagliato e cosa potevo fare quando quel brutto male si era abbattuto violentemente e velocemente sulla mia famiglia.
    Nell’arco di quell’anno grazie in quei weekend di seminario e anche grazie al tirocinio ho imparato che esiste alternativa alla guarigione: esiste il prendersi cura, esiste alleviare la sofferenza, esiste a volte il soffrire insieme, esiste il sostegno, esiste lo “stare”, in questo tempo in cui il fare sembra l’unica possibilità sempre!
    Ma esistono anche le cicatrici di alcune ferite che decidiamo di sopportare, con cui convivi e rimangono sempre con te.
    Ho imparato che la vita dell’Altro, quasi sempre racconta anche qualcosa della mia vita ed infine ho imparato che la morte dell’Altro, mi riporta sempre al mio timore della morte e della mia finitezza.
    Il master in Psico-oncologia mi ha dato la possibilità di sperimentare tante cose e tante altre ancora devo impararle, ma penso che fare lo psiconcologo sia una grande responsabilità, sono convinto che questo non sia un “mestiere” ma una “vocazione” che prende forma quando
     “LA SUA MORTE ATTRAVERSA  LA MIA” . (Titolo questo della mia tesi finale).

  4. Un master in psiconcologia non è semplicemente un percorso che ti arricchisce professionalmente e ti apre nuove opportunità lavorative.
    Un master in psiconcologia è un viaggio verso quelle parti buie e nascoste di te, perché inevitabilmente la parola oncologia ti evoca paura, dolore, sofferenza e morte. Ma è anche un viaggio verso le tue risorse, la vitalità, la forza, il piacere di stare e condividere, apprendo il vero senso del prendersi cura e la sostanziale differenza con il curare.
    È una crescita sotto ogni punto di vista: professionale,personale e relazionale.
    Ho intrapreso questo cammino perché il cancro si è abbattuto pesantemente sulla mia famiglia portandomi via in poco tempo mio padre e due zie;avevo bisogno di elaborare e ricostruire qualcosa di positivo. Volevo in qualche modo poter vincere io, credo di avercela fatta!

  5. Ausilia Elia // 25 marzo 2018 a 18:32 //

    Ho frequentato il Master nel 2008, lavoravo già nel settore oncologico e delle cure palliative da un paio di anni, ma mi rendevo conto che mi servivano degli “strumenti”. Alla fine del percorso, non ho solo acquisito un titolo, ma è stata una esperienza arricchente dal punto di vista formativo e professionale, ma anche personale: scoperta di parti me, ristrutturazione di ciò che nella quotidianità lavorativa già facevo, apertura ad altri aspetti fino a quel momento tralasciati, possibilità di confronto con docenti che ti coinvolgevano e si mettevano a completa disposizione.
    Sotto vesti diverse, da tutor, ho “frequentato” il Master in aa più recenti e la proposta formativa si è ulteriormente ampliata e arricchita di argomenti al passo con i tempi, poiché la psiconcologia è una branca in divenire e, a differenza di altri master universitari frequentati, l’offerta formativa si adegua alle evoluzioni scientifiche sul piano medico e sanitario, offrendo una reale possibilità formativa subito utilizzabile nei contesti lavorativi.

  6. AndreaSollena // 22 gennaio 2019 a 10:14 //

    Esperienza umana e professionale di altissimo livello, il Master in Psico Oncologia ha segnato il mio percorso di crescita come uomo e come docente, modificando sensibilmente il mio approccio con le fragilità dell’uomo, nelle mille forme in cui queste possono manifestarsi, in primis nella scoperta della propria mortalità. Grazie alla presenza di docenti esperti ho potuto compiere, insieme ad un gruppo di colleghe professionalmente variegato ed umanamente coeso e solidale, un viaggio nei luoghi della sofferenza umana, viaggio interiore prima che esteriore, viaggio segnato dalla condivisione, dalla fiducia, dal sostegno. Sono grato a chi ha pensato e strutturato il Master nei termini in cui esso si è svolto, perché ha saputo coniugare sapientemente conoscenze scientifiche e competenze relazionali, tenendo l’attenzione sempre rivolta al supporto ed al benessere psicofisico del paziente e dei suoi familiari. Grazie!
    Mostra testo citato

  7. Stefana Impera // 28 gennaio 2019 a 11:08 //

    Ci sono incontri che affronti – quando ti ritrovi ad un crocevia senza frecce –
    con la curiosita’ di capire se puoi trovare la lucetta che ti aiuti ad andare avanti nel
    tuo percorso di vita ….. E che invece si rivelano comete che sconvolgono
    radicalmente la tua vita!
    La Psiconcologia è stata questo per me: la nuova direttrice nell’articolato e
    caotico affannarmi a trovare soluzioni e risposte, prima di allora mai soddisfacenti, ai
    perche’ della mia quotidianita’ professionale e personale. Prima dell’incontro fatale,
    stavo li’ a valutare il mio operato, cercando di offrire ai miei malati cesellate
    prestazioni diagnostico-terapeutiche. E di ciò si sentiva appagato il mio senso di
    responsabilita’ professionale: nulla doveva sfuggirmi per strappare il malato alla
    malattia! …. E se poi la malattia avesse vinto? Allora, avrei potuto alzare l’amica
    bandiera bianca e avvolgermela addosso, per non ritrovarmi ad incrociare lo sguardo
    dell’essere al quale avevo promesso il mio impegno a salvarlo, ed alla fine non ero
    riuscita.
    Non sapevo, da medico con la vocazione del medico, che esistesse un altro
    modo di fare medicina: aiutare il mio paziente ad essere parte attiva della sua cura e,
    assieme, assumerci la corresponsabilita’ delle scelte, fino anche alla sconfitta.
    Nessuno mi aveva mai insegnato che nella comunicazione della diagnosi e nello
    stabilire una efficace alleanza terapeutica, io avessi potuto canalizzare il mio pathos
    in un pathos condiviso… pur nel mantenimento dei reciproci ruoli
    La Psiconcologia mi ha regalato una progettualita’ diversa: cercare percorsi di
    cura globale del soggetto malato e non solo il suo appropriato trattamento
    terapeutico; monitorarne la qualita’ di vita ed il benessere psicofisico, nel rispetto
    della sua dignità; tener presente sempre il limite della cura, affinchè non travalichi
    nell’accanimento terapeutico.
    Chi saro’ mai diventata io???? Mi hanno risposto i miei pazienti: nei Natali
    precedenti, qualcuno di loro mi ha regalato una lente d’ingrandimento per via del
    mio soprannome – “ dott. House”- coniato dagli infermieri e sposato dai malati;
    secondo loro, io stavo con una lente d’ingrandimento sempre puntata sulla malattia,
    a cercare i mille perché di ogni cosa. Questo Natale, invece, un paziente mi ha
    omaggiata di una scultura particolare: un malato disteso su un lettino col dottore
    chinato su di lui. Regalo
    Kitsch,
    sicuramente……..ma emblematico!

  8. dott.ssa Gabriella Manfredi // 29 gennaio 2019 a 10:19 //

    Frequentare il master è stato intenso ed emozionante. Non solo lo studio di nuove materie ma soprattutto il viverle in prima persona, abbandonandosi con fiducia agli insegnanti che guidano gli allievi nel percorso didattico toccando i vissuti di ognuno. accade così che alla fine del percorso ci si trovi diversi da come si era all’inizio. Nella mia tesi ho scelto come filo conduttore la musica; e se, citando una canzone dei gun’s roses, niente dura per sempre nemmeno la pioggia di novembre, ci sono esperienze che ti cambiano per sempre, come questo master. se all’inizio lo ho trovato difficile e complesso è avrei quasi voluto “ fuggire” oggi di certo vorrei ricominciarlo da capo! ovvero concludendo con le parole di De André: quello che non ho è un treno arrugginito che mi riposti indietro da dove son partito.

  9. Silvia Della Corte // 29 gennaio 2019 a 10:22 //

    Il master è stato per me un momento formativo sia dal punto di vista professionale che personale. Quasi senza accorgermene, in un clima accogliente e empatico, ho appreso concetti e metedologie che ho trovato molto utili nella mia pratica lavorativa. È stato un’esperienza che mi ha sicuramente modificato in alcuni aspetti ed ha rappresentato la perfetta sintesi tra vissuto esperenziale e sapere. Il master in psico-oncologia é stato una delle mie scelte migliori fatte negli ultimi anni.

  10. Elena Carbone // 31 gennaio 2019 a 11:03 //

    Nel corso dell’anno passato ho seguito il Master in Psico-oncologia, é stato un’esperienza veramente formativa sia da un punto di vista didattico che umano. Ho avuto l’occasione di incontrare, e conoscere, gente veramente valida e preparata, il master mi ha permesso di approcciarmi al mio lavoro da un altro punto di vista sicuramente molto originale e creativo.

  11. Sembrava un ambito per me così lontano ed oggi per me si è rivelato essere una “parte” importante della mia vita. Assaporare l’approccio gestaltico e metterlo in pratica nel prendermi cura e nell’accompagnare i pazienti con patologie inguaribili e le loro famiglie, mi ha permesso di rivalutare il mio stesso modo di affrontare la vita! Questo master rappresenta per me la terza pelle: la prima, più intima, è la pelle che i miei genitori mi hanno dato, fatta di storia, di educazione, di traguardi, e anche di percorsi tortuosi; la seconda pelle è la Gestalt Therapy, che, sia nella vita professionale che personale mi ha arricchita davvero tanto, diventando per me un vero e proprio stile di vita; la terza pelle per me oggi è la formazione che ho acquisito nel master, che mi è entrata nel cuore, stravolgendo il mio modo di vedere la vita e il mio modo di viverla: adesso assaporo e gusto le piccole cose, mi riempio di vita ogni giorno con mio figlio, e prendo dalla vita tutte le energie necessarie per sostenere il lavoro in Hospice. Da quando lavoro lì, paradossalmente, ogni giorno, con pazienti, familiari e operatori proviamo a CELEBRARE LA VITA.

  12. Cosa dire del master in psiconcologia? Un’esperienza altamente formativa e professionalizzante, che oltre a dare gli strumenti per costruire progetti di cura con i pazienti, mi ha arricchito interiormente per la continua possibilità di confrontarmi con le meravigliose persone che ho incontrato. Insegnanti, colleghe, ciascuno mi ha regalato un pezzetto della propria vita ed esperienze…io in questo master ho lasciato un pezzetto di cuore.

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