Qual è la “forma” della vita?
Invidio i fiori che ti porto
perché possono appassire
accanto a te!
I saggi dicono che chi è toccato dall’amore non muore
mai: continua a vivere nel cuore della persona amata e nei ricordi della
sua mente…
È dunque la memoria una “forma” della vita?
Denominare “Nino Trapani” l’Istituto di clinica e formazione, iniziato a
costruire insieme, è certamente un modo di custodire la sua memoria, di
proseguire il cammino intrapreso, di dare continuità alla sua esistenza,
ma non placa il dolore dell’assenza.
La domanda si ripropone: qual è la “forma” della vita di chi non c’è?
Recentemente, a partire dalle idee del matematico Renè Thom, la scienza
ha cercato di indagare la genesi e l’evoluzione (mutamento o permanenza)
di strutture o “forme” animate ed inanimate, materiali ed astratte, con
l’elaborazione della “teoria delle catastrofi”: una teoria morfogenetica
che tenta di spiegare le forme naturali individuando il punto critico
del conflitto, in termini eraclitei, a cui la “forma”deve la
sua origine. Ad esempio, in campo fisico, 100 ° C. rappresentano il
punto di catastrofe per cui l’acqua muta la sua forma da liquida a
vapore, divenendo, appunto, aeriforme. Questa teoria è stata applicata
in vari campi, dalla matematica alla biologia, dalla linguistica alla
semeiotica, ecc., e contrariamente alla teoria del caos tenta di
spiegare il mondo ed i suoi oggetti come “strutture” razionali che si
succedono secondo leggi morfogenetiche. Anche nello studio delle
tragedie greche la teoria delle catastrofi trova la sua collocazione,
anzi proprio Aristotele nella Poetica per primo usa il termine
“catastrofe” con una connotazione tecnica per indicare il punto critico
della tragedia, quando tutti i nodi si sciolgono e piccoli cambiamenti
portano alla rivelazione finale.
E, dunque, se applicassimo questa teoria in campo metafisico, così come
lo stesso Thom ipotizzava, visto che si tratta di cogliere non solo
strutture superficiali, ma anche dinamismi profondi? La morte biologica
potrebbe essere il punto critico, luogo di catastrofe del passaggio da
una struttura morfologica ad un’altra…
Chi, come me e Nino, ha scelto la professione del medico si trova
costantemente a contatto con la vita e la morte, percepisce e cura, fin
dove può, i mutamenti dell’essere umano dalla nascita, o meglio, dal
concepimento, alle varie tappe evolutive del ciclo vitale, nelle forme
fisiologiche ed in quelle patologiche. Nino, nella sua specializzazione
di ginecologo, amava la vita fin dai primordi del suo affacciarsi al
mondo e ne aveva un profondo rispetto ed una grande ammirazione.
Ed a questo amore per la vita si ispira il modello di cura dell’Istituto
“Nino Trapani”,
modello appreso dal prof. Giovanni Salonia direttore dell’Istituto di
Gestalt Therapy Hcc Kairòs, con
cui questo neo-nato
istituto intende continuare a collaborare per la formazione clinica e la
ricerca scientifica.
Il logo creato insieme alle mie figlie per l’Istituto “Nino Trapani”
vuole essere un’icona di questa delicata sapiente tenerezza ed una
stella di speranza, al di là della tragedia vissuta, verso una forma di
vita tutta bellezza e grazia, che custodisca l’amore in eterno.
Paola Argentino Trapani
